PALETTI

PALETTI

 

Cicli Paletti / Biciclette su misura / Modena, Italia / 1971 – In attività


Fonti: intervista a Michele e Giuliana Paletti


Ha collaborato con: De Rosa / Savigni / Marastoni / Dosi / Grenzi-Virginia 


Hanno corso con bici Paletti: Michele Paletti: campione italiano Juniores e Allievi, Mapei – Tour de France, nazionale italiana. /  Riccardo Riccò campione italiano Juniores / Claudio Vandelli, Oro olimpico, cronometro a squadre, Los Angeles


Brevetti: Leve del cambio al tubo con fili interni al telaio / Deragliatore anteriore regolabile fissato al telaio / Tubi sagomati Oria / Prototipazione telai


Foto: Gianni Mazzotta


Ci sono persone che attraverso immaginazione e sensibilità creativa riescono ad vedere il futuro e a dargli forma con le proprie mani, Luciano Paletti, artigiano del modenese, nel corso della sua carriera di meccanico ha disegnato, realizzato e brevettato alcune rivoluzionarie innovazioni nella telaistica delle biciclette con almeno trent’anni di anticipo rispetto ai colossi internazionali.
Luciano nasce a Bondeno nel 1947, da giovane corre in bici fino alla categoria dilettanti, oltre allo sport in sé ad appassionarlo è anche la “macchina” bicicletta e il suo funzionamento, alla fine degli anni ’60 lavora nelle botteghe di diversi artigiani del modenese tra le quali quella del telaista Orazio Grenzi dove, oltre alle fondamentali nozioni tecniche apprende anche lo spirito innovativo del maestro.

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paletti al lavoroLuciano Paletti.

Nel 1972 Grenzi accetta la proposta dall’imprenditore Eugenio Rampinelli (vedi Cobra&REG by Roto) di dirigere la 3T Tecnotelai di Bologna, vende quindi l’officina di Vaciglio (Modena) a Paletti, il quale poi per qualche anno marcherà i telai con la doppia firma Grenzi/Paletti. Lo scambio tra i due artigiani proseguirà anche negli anni a venire, è infatti proprio grazie al passaggio dell’attività che Paletti entra in contatto con il sig. Ognibene, l’ingegnere modenese che aveva collaborato con Grenzi nella realizzazione delle sue invenzioni e che sarà poi l’artefice della complessa ingegnerizzazione dei brevetti di Paletti alla fine fine anni ’70.

La sera, dopo il lavoro, Luciano continua a sperimentare nella cantina di casa, dove costruisce la sua prima bici. Nel 1969 il meccanico Savigni di Castelnuovo lo accompagna a Milano per presentarlo a De Rosa, è qui, nell’officina milanese del grande artigiano che probabilmente Paletti decide cosa farà da grande, nei mesi successivi torna più volte nell’officina di De Rosa come aiutante per apprenderne il più possibile i segreti.

De Rosa SavigniBicicletta da strada Savigni con telaio De Rosa, 1970-71. / Foto Frameteller

La prima bici di Luciano Paletti, 1973.Paletti Specialissima 1972. Tubi Columbus SL, Gruppo campagnolo alleggerito.
Catena, mozzi, serie sterzo e movimento centrale in titanio FT Bologna.
Ben visibile nel design l’impronta del maestro Orazio Grenzi. 
/ Foto Gianni Mazzotta.

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Particolare passacavi a slitta. Design Luciano Paletti, 1973

 Passacavi per guaina freno saldati a telaio e molle in lega.
Invenzione originale di  Orazio Grenzi ripresa presente anche nelle prime bici di Luciano Paletti.

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Rivoluzione in tre atti.

Modena 1972, a pochi chilometri da Maranello e la Ferrari, Paletti apre la sua officina. In pochi anni acquisisce le nozioni necessarie per sperimentare nuove soluzioni migliorative nella telaistica e nella meccanica delle biciclette. A metà degli anni settanta, probabilmente stimolato anche dai tentativi dell’amico Licinio Marastoni, lavora ad una soluzione per fissare il deragliatore anteriore direttamente al telaio, nasce così il primo prototipo, elegante, funzionale, leggero e, a differenza di quelli realizzati da Marastoni, regolabile in altezza. Nel 1978 deposita l’invenzione all’Ufficio Brevetti, il primo vero attacco a saldare per deragliatore è ufficialmente realtà.

Attacco a saldare per deragliatore. Brevetto Luciano Paletti, 1978.Attacco al telaio per deragliatore anteriore.
Brevetto Luciano Paletti, 1978 / Foto Gianni Mazzotta.

Il brevetto di Paletti del 1978 per l'attacco del deragliatore anteriore al telaio.

Il brevetto di Paletti del 1978 per l’attacco del deragliatore anteriore al telaio.

Nel 1980 altre due importantissime invenzioni di Paletti, coadiuvato dal brillante lavoro progettuale dell’ingegnere Ognibene di Modena conosciuto grazie a Grenzi, brevetta dei particolari comandi del cambio con i cavi interni al tubo diagonale, la sua attenzione si sposta poi ai freni e con trent’anni di anticipo progetta e realizza un sistema per inserirli all’interno del telaio della bici. I tre brevetti, caratterizzati per l’alto livello di innovazione, design e progetto ingegneristico, fanno in realtà parte di un unico e affascinante progetto: la bici completamente senza cavi a vista, dopo quattro anni di lavoro, 680 ore di ingegneria e un investimento di quasi 30 milioni di lire, nell’ottobre del 1981 il sogno diventa realtà e il prototipo verrà presentato ufficialmente al mercato nella fiera di Milano del 1983.

I manettini Paletti con cavo interno al tubo. Brevetto del 1980. Foto Gianni Mazzotta.Manettini disegnati da Luciano Paletti con cavo interno al tubo.
Brevetto Luciano Paletti, 1980 / Foto Gianni Mazzotta.

Particolare del telaio di Paletti con i freni inseriti nel telaio.Particolare del freno posteriore inserito nel telaio. Prototipo Paletti, unico esemplare esistente.
Brevetto del 1980 / Foto Gianni Mazzotta.

Dettaglio del freno anterioreDettaglio del freno anteriore. Brevetto del 1980 / Foto Gianni Mazzotta.

Milano, 1983. La Paletti presenta il primo prototipo brevettato di bici senza fili.

Fiera di Milano, 1983. Nella foto Giuliana Paletti con il primo prototipo brevettato di bici senza fili.
Foto archivio Paletti.

Michele paletti mostra il prototipo di bicicletta senza filiMichele paletti mostra il prototipo, oggi modificato con  comandi a manubrio
Foto: Gianni Mazzotta.

L'unico esemplare completo esistente con cavi invisibili di Luciano Paletti.

In 43 anni di attività i modelli Paletti, tutti numerati, si caratterizzano per qualità del telaio e componentistica, precisione esecutiva, design ricercato e grafica originale, nella vasta gamma si distingue il Meteor strada e pista, oggi molto ricercato dai collezionisti, per questo modello Paletti disegno e fece realizzare dalla ORIA tubi speciali con una originale forma incavata, successivamente usati anche da Walter Dosi per il suo modello Futura nel 1975.

paletti-oria-acciaioEtichetta tubi ORIA in acciaio Molibdeno realizzati su disegno di Luciano Paletti. 

Paletti modello MeteorPaletti strada Meteor, tubi Oria su disegno originale di Luciano Paletti.

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Paletti modello Prestige

Paletti Prestige / Foto: Hilarystone.com

Prototipo Luciano Paletti

Prototipo Luciano PalettiRivoluzionario prototipo per telaio da strada – design di Luciano Paletti.
Progetto PMZ, società fondata da Paletti con i soci Mattioli e Zanasi.
In seguito alla chiusura della PMZ Mattioli e Zanasi aprirono prima la MAZA
e successivamente la Emmezeta, ancora in attività.
Foto: Archivio Paletti

Prototipo Luciano Paletti

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Evoluzione del prototipo al quale sono state aggiunti i cavi passanti
all’interno del tubo diagonale e i fazzoletti in acciaio
per rendere una migliore resa aerodinamica. 
Foto Cicli Berlinetta Berlino

Già dalla metà degli anni ’80 le bici Paletti erano richieste in Cina, Australia e USA, oggi il negozio officina è guidato dal figlio Michele insieme alla mamma Giuliana e, dopo 43 anni dalla prima bici di Luciano, è ancora una azienda artigiana di altissimo livello, protagonista nel mercato globale per qualità, assistenza professionale e valore umano.

Paletti pista Paletti pista Paletti pistaPaletti pista / Foto: The Bike Place

Freni pantografati Paletti con bagno in oro.

Paletti Super Prestige 10° Anniversario. Gruppo Campagnolo pantografato e bagnato in vero oro / Foto: Gianni Mazzotta.

Bicicletta Paletti Super Prestige 10° Anniversario. Pipa pantografatia con bagno in oro.

Paletti Prestige White Laser

Paletti strada modello Prestige White Laser / Catalogo Paletti.

Paletti C Record

Paletti strada modello C Record / Catalogo Paletti.

paletti strada paletti strada2Paletti strada metà anni ’80 / Foto: Cicli Berlinetta

paletti road bike paletti-road-bikePaletti strada primi anni ’80 / Foto: Corsa Lunga

1985 PalettiPaletti Crono Los Angeles 1985 / Frameteller

PALETTIPaletti Strada Victory Corsa Classic 1983 / Frameteller

La passione per lo sport.

Nel 1997 il figlio Michele entra ufficialmente in officina dove oltre al padre lavora anche la madre Giuliana e un telaista. Michele già a 8 anni aiutava il padre a smontare le bici dei clienti (allora era uso comune per i corridori riverniciare il telaio ogni anno) e a 13 anni già assemblava i telai. All’esperienza in officina aggiunge quella agonistica prima come allievo e juniores vincendo ben tre tricolori nel 1982 e 1985, poi come professionista nel team Ariostea, fino alla partecipazione al Tour de France con la Mapei e la convocazione nella nazionale azzurra ai Mondiali.

Luciano e il figlio hanno infatti sempre accompagnato all’amore per la progettazione della bicicletta la passione per il ciclismo agonistico, nel team Cicli Paletti Riccardo Riccò conquistò il tricolore Junior nel 2001 e Luciano stesso rivestì negli anni ’80 l’incarico di tecnico regionale di ciclocross, inventandosi anche una pista naturale sui prati di fronte all’officina. Paletti ha messo tanti giovani sui pedali, tra i quali anche l’olimpionico di Los Angeles 1984 Claudio Vandelli portandolo a livello nazionale. Tre mesi prima della sua scomparsa Luciano Paletti ha fondato la ASD Simec Fanton Cicli Paletti, squadra di allievi che raduna ragazzi della fascia pedemontana modenese tra i 15 e i 16 anni.

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L'officina paletti, oggi diretta dal figlio Michele.

L’officina paletti, oggi diretta dal figlio Michele. Foto: Frameteller

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Paletti Luciano, 1962

Luciano Paletti in azione, 1962 / Foto: Paletti

Paletti e Pantani al Giro d'Italia del 1991

Michele Paletti e Pantani al Giro d’Italia del 1991  / Foto: Paletti

Michele Paletti, team Mapei, 1994

Michele Paletti, team Mapei, 1994  / Foto: Paletti

Rene Arnaux

Rene Arnaux  / Foto: Paletti

 

 

Ci sono 2 commenti

  1. Antonio Filippo Luigi Gambino

    Buongiorno, colleziono bici da corsa, ho appena finito di allestire una Moser leader ax anni 90 mi manca solo la decals relativa al tipo di tubazioni usate dalla Moser per questo telaio cioè l’etichetta ”Oria ” d’applicare sul tubo verticale. Sarebbe disposto a fornirmela? E in caso cosa devo – grazie
    Antonio Gambino


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