RIVOLA

RIVOLA

Cicli Rivola / Biciclette su misura / Massa Lombarda, Italia / 1963 – 2006


Ha corso con bici Rivola José Manuel Fuente


Fonti: Intervista a Gianni Rivola apparsa sul quotidiano “sabato sera” del 30/9/2006 a cura di Lou Del bello. / Troppebici.wordpress.com


Ha collaborato con: Campagnolo / Umberto Chiesa


Un’attività come quella della famiglia Rivola non si riduce alla semplice dimensione di lavoro finalizzato al guadagno, dietro alla sua storia ci sono soprattutto relazioni umane, come quella tra padre e figlio e tra costruttore e corridore.

Cominciamo la storia dei Rivola dal padre Giovanni detto “il Maestro” dai concittadini, il quale era un grande appassionato di bici e tifoso di Coppi tanto da chiamare il primo figlio Fausto, nella speranza che potesse un giorno diventare corridore. Faceva il muratore ma la passione per il ciclismo finì per diventare la sua vita, ha cominciato modellando selle nello scantinato di casa ed arrivato a costruire eccellenti telai firmati con il proprio nome.

Il figlio Gianni nasce nel 1925 e a tredici anni, finita la scuola, comincia a lavorare con il padre in officina. “Allora andavano di moda un tipo di sella chiamato Brooks, in cuoio di bufalo, la usavano tutti i campioni. Mio padre le lavorava prima che venissero usate dai corridori, in modo che prendessero già la forma della seduta, poi veniva smontata, ed infine rimontata e tirata, creando così una sella su misura. In quel periodo venivano a casa mia ogni anno, a prender due o tre selle per ciascuno, i tre campioni Gimnoti, Adorni e Ferretti”. Col tempo ha inziato a fare anche piccole riparazioni e ha continuato fino ai primi anni ’60Credo che la prima bicicletta costruita da lui sia uscita nel 1963, sempre dalla cantina,  e costava settantamila lire. Era una bella cifra per quegli anni, ma si tratta di una bici artigianale”.

Nel 1964 Giovanni apre l’azienda in via Amendola, già dopo qualche anno l’attività è già abbastanza florida da poter coprire le spese dell’affitto. Inizialmente a saldare i telai è l’artigiano bolognese Umberto Chiesa, che prendeva le misure del cliente e assemblava il telaio e a Rivola completare la bici con le rifiniture. Era particolarmente bravo a fare le ruote, completamente a mano. Anche mio fratello Fausto in negozio faceva solo questo lavoro, aveva imparato da mio padre e si era specializzato e ha continuato a farlo fino all’anno scorso (ndr 2005)”.

In quel periodo Gianni aveva nove anni ma già passava le vacanze chiuso in officina ad imparare. “Quel periodo mi è servito per apprendere i primi rudimenti, che poi mi sarebbero serviti in futuro. Nel 1978 mio padre mi chiese di lavorare con lui, il telaista di Bologna ormai era troppo anziani e desiderava lasciare il lavoro. Un giorno poi mio mi propose di prendere il suo posto come saldatore, accettai e presi un’altra officina. Ricordo ancora che Chiesa, in quel periodo, veniva in corriera tre volte a settimana per insegnarmi il mestiere. Il metodo che ho imparato era quello artigianale, ed avevo ereditata anche tutta l’attrezzatura. I telai venivano saldati con le congiunzioni o con l’ottone, utilizzando una fucina a carbone di legno dolce”.

Da quel momento  e per circa quindici anni le biciclette firmate Rivola furono completamente prodotte in famiglia. “I nostri telai seppur in incognito hanno partecipato anche a competizioni internazionali. Il Giro d’Italia passava in Romagna proprio nei pressi del nostro paese. Quale non fu la sorpresa i mio padre nel trovarsi davanti il corridore José Manuel Fuente che ci chiese una riparazione per un guasto riportato durante la gara. Mio padre lo aiutò e Fuente rimase colpito dalla sua competenza di meccanico e costruttore. Dopo qualche tempo, quando già ci eviravamo scordati dell’episodio, ecco Fuente in persona presentarsi dalla Spagna per ordinare due telai: naturalmente non portarono il nostro nome, perché il corridore era legato ad uno sponsor, ma per noi è stato motivo di grande soddisfazione sapere che tante gare sono state vinte in sella ad una nostra creazione. Tra il 1991 e il 1992 mio padre ha cominciato a non stare più bene, e poiché aveva già una settantina d’anni decise di lasciare l’attività. Ho preso io il suo posto, ma ho dovuto lasciare perdere il lavoro di telaista, che ho affidato ad un collaboratore esterno”.

Gianni ha mantenuto l’attività fino al 2006 quando ha chiuso l’attività per andare a lavorare in un altro negozio come dipendente. “I primi mesi certamente è stato un trauma lavorare per la concorrenza. Ho lavorato trent’anni in proprio e il cambiamento non è certo uno scherzo. Però so di aver portato con me il valore della mia esperienza e professionalità, e questo mi rende comunque fiero. Oggi con me lavora anche il meccanico che ha seguito Pantani, Oscar Veneziano, dover abbandonare l’attività che si è creata con le proprie forze dal nulla è doloroso ma si tratta di una circostanza determinata dal modificarsi del mercato, divenuto troppo concorrenziale per il piccolo artigiano. Ancora una volta la bilancia pende a favore dell’industria e della produzione in serie. Quello che si perde è il valore umano. Dietro ad una produzione artigianale c’è sempre innanzitutto una persona che segue il cliente non solo al momento della vendita, ma anche dopo. La dimensione dell’officina era bella perché si creava un rapporto a misura d’uomo, una conoscenza reciproca basata su momenti condivisi, su una comunione di interesse. Ad esempio, io ero anche un ciclista oltre che un meccanico, quindi il mio parere era ascoltato più volentieri. Ai giovani che vogliono intraprendere questo mestiere poso dire che è un lavoro duro, ci sono poche possibilità di inserimento. Ma se un consiglio lo si può dare, è l’insegnamento di mio padre: la fretta non paga mai. L’approccio giusto ad un mestiere come questo è quello di una volta, che richiede dedizione e tempo prima di vedere i risultati. Io ho sempre seguito questi principi, e sono stato ripagato con grandi soddisfazioni”.

rivola-bici-1965 2 Bicicletta da strada Rivola del 1965 / Foto troppebici.wordpress.com rivola-bici-1965 4 rivola-bici-1965 5 rivola-bici-1965 6 rivola-bici-1965 7 rivola-bici-1965 8 rivola-bici-1965

rivola-bici-1972Bicicletta da strada Rivola del 1972 / Foto troppebici.wordpress.com

rivola-bici-1972 2 rivola-bici-1972 3

img_5638 img_5642 img_5649 Bicicletta da strada Rivola anni ’80 / Foto troppebici.wordpress.com

Non sono presenti commenti