MESSORI

MESSORI

Lino Messori / Bici su misuraModena, Italy / 1926 – 2015


Ha collaborato con: Colnago, Cinelli, Paletti


Fonti per immagini e contenuti: Luca Campanale, Paolo Chiossi, Stefano Orlandi nipote di Messori

Lino Messori – Alla velocità del cuore [at the speed of heart] by Luca Campanale

 

In bottega come nel Rinascimento.

Lino Messori, lontano parente di quel Carlo Messori vincitore di titoli mondiali negli anni ’30 e marito di Alfonsina Strada ciclista e pioniera della parificazione fra i sessi, è nato a Modena il 24 febbraio del 1926, personaggio eclettico, artigiano estremamente abile, curioso e creativo, come gli “artisti-artigiani” del Rinascimento riuscì nella difficile arte della fusione di bellezza e funzionalità. Fin da giovanissimo era appassionato di bici e ciclismo e si impegnò come corridore dilettante fino all’avvento della guerra. Per almeno un ventennio, a partire dagli anni ’50 e fino ai ’70, il suo lavoro principale fu la gestione di una importante azienda di stampaggi aperta con altri soci nei primi anni ’50. Nonostante non fosse il suo lavoro primario riuscì comunque ad intraprendere, con risultati di alto livello, anche la professione di artigiano costruttore di telai da corsa, a quei tempi (e anche oggi) un lavoro decisamente impegnativo sia dal punto di vista fisico che tecnico.

Le prime nozioni di costruttore Lino le apprese dal padre che costruiva biciclette da passeggio nel proprio negozio a Modena in via Livizzani, competenze che ampliò ai telai da corsa presso la sede milanese della Cinelli, dove spesso si recava per acquistare il materiale necessario all’officina. Nei primi anni ’50 il suo lavoro era già noto e apprezzato anche da ciclisti professionisti come Liberati, il campione ferrarese Attilio Lambertini, gregario di Bartali negli anni ’50, il modenese Walter Generati, capitano della Gloria (1940-42). Il tavolo di riscontro dell’officina fu realizzato trasformando un tavolo in acciaio della Panini che serviva per mischiare e imbustare le famose figurine, Lino si unì in matrimonio con la figlia di Panini, per il quale costruì anche una bicicletta.
Grazie agli introiti della propria azienda potè gestire questo secondo lavoro senza i limiti di tempo imposti dai margini di profitto. Ad ogni fase di lavorazione di ogni singolo telaio, dall’ideazione, all’applicazione delle decals, potè dedicare molto tempo e lavoro, a volte anche 7 giorni, fino ad arrivare alla massima perfezione. Nell’arco della sua intera carriera di costruttore realizzò solo 120 telai, tutti pezzi unici e originali. Oltre alle estrema qualità e originalità delle sue bici, una delle caratteristiche estetiche e funzionali che distinguevano tutti i telai Messori era la cromatura sotto alla vernice impiegata per preservare il telaio dall’ossidazione. Costruì telai anche per altri marchi del modenese come Luciano Paletti.

Alla fine degli anni ’70 Messori vendette l’azienda e si tornò a concentrarsi di nuovo a tempo pieno sulle biciclette riaprendo un negozio in via Ventimiglia. Fu in quel periodo che, attraverso l’amico Corradi, agente e organizzatore di corse ciclistiche, entrò in contatto con Ernesto Colnago per il quale diventò poi rivenditore. Durante una visita di lavoro nella “Boutique”, così Messori battezza la propria officina di 160mq in centro a Modena, Colnago apprezzò la qualità dei suoi telai e decise di commissionargli alcune lavorazioni complesse come la piegatura dei piantoni per le bici da crono, operazione che all’epoca in pochi erano in grado di eseguire a  mano con precisione e senza difetti. Sempre per Colnago realizzò due telai interamente in titanio, forcellini compresi. Nei primi anni ’80 sperimentò la saldatura a TIG e realizzò un carro posteriore con il fodero destro in posizione leggermente asimmetrica per poter mantenere la campanatura della ruota e renderla così più resistente alle forti sollecitazioni.
La collaborazione proseguì con reciproca soddisfazione per diversi anni, Messori fu anche l’ispiratore del concept per la forcellaPrecisa” prodotta da Colnago, il quale non perse mai occasione per dimostrargli sincero rispetto e ammirazione per l’artigiano modenese.
Uno delle bici più originali Messori fu sicuramente il modello “Forata” che, su commissione di Ernesto, venne creata come “scultura” per attirare il pubblico negli stand Colnago alla fiera di Milano. Il problema fu che il telaio, così originale e affascinante “rubava” tutta l’attenzione a scapito dei modelli Colnago, ironia della sorte, a Messori fu quindi chiesto di rimuoverla per eccesso di ammirazione. La tenuta dei tubi nonostante i fori così ampi, fu possibile grazie al particolare filo di acciaio da 8mm saldato intorno alle aperture per irrigidire l’area.

A testimonianza della sua attitudine eclettica, oltre alla carriera di imprenditore e di costruttori di bici si è impegnato nella boxe e nel canto, accompagnando anche il maestro Luciano Pavarotti in diverse tournèe nel mondo, ha costruito chitarre in metallo di una in ottone e ha scritto diversi racconti e poesie pubblicati sia in dialetto modenese che in italiano.

Lino ci ha lasciati nel 2015, ma alcuni dei suoi attrezzi continuano a vivere nell’officina pugliese di Gabriele Ardito.

 

messori-bici-corsaLino Messori e la bici “forata” realizzata per la Fiera di Milano

Lino Messori insieme ad Ernesto Colnago di fronte al negozio di Modena / Foto Stefano Orlandi

Lino Messori strada anni 40 con cambio Campagnolo a due leve. / Foto Stefano Orlandi

messori-lino-bici-bike-forataMessori strada modello “forata

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Bici strada messori con carro posteriore asimmetrico. / Foto Stefano Orlandi

Brevetto Messori per ruota posteriore a campanatura simmetrica.
Lo spostamento del pendente posteriore orizzontale permette il campamento del ruota in modo simmetrico. / Foto Stefano Orlandi

messori-bici-corsamessori-bici-corsamessori-bici-corsaMessori strada anni ’80

messori-bici-corsaMessori strada anni ’80 con tubazioni irrigidite

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messori-bici-corsarototipo Messori con tubi curvati

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Prototipo Messori a tubi sdoppiati

Prototipi in Titanio fatto in collaborazione con Conago. L’intero telaio è in Titanio compresi i forcellini forniti da Colnago.
Ne furono costruiti solo due esemplari, uno marcato messori e l’altro Colnago / Foto Stefano Orlandi

 

Messori strada anni ’80 / Foto Stefano Camellini

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 Dall’intervista a Luca Campanale / Peloton magazine: 

“The film’s enigmatic title, “At the speed of heart”, addresses both the perspective offered by the bicycle (“Not too slow, like walking, where you get ‘stuck’ in life, and not too fast, like cars, where you blaze through life, not really experiencing anything,” Campanale explains) and the business model practiced by Messori and his peers, which the director claims has been obliterated by mass production and mass consumption. The working pace of the craftsman, afforded time to truly consider his craft rather than meet a production schedule, and life as viewed from the saddle, are, he believes, “a human speed – a sustainable speed.”

Ci sono 6 commenti

  1. MESSORI

    Hello

    I’m M MESSORI Christophe from FRANCE, and by any chance I saw your report and video.

    You can imagine the emotion for me to see a such report as I’m passionate from my younguest age by byke and biking.

    All my family on my father side are passionate by bicycles.

    I would like to find the shop if it always existing and to buy a frame or a bike coming from Lino.

    Could you help me ?

    Many thanks

    • Manuel

      Hi Christophe, thanks for your message 🙂

      Im happy that you like the story of Messori, he was an extraordinary man,
      before to be a great master framebuilder.
      The Messori shop was closed after his death and now his frames are gold for collectors 🙂
      So the only way is to ask around if someone is willing to sell one,
      If you want I can ask but obviously it will be not so easy…

      All the best!
      Manuel

  2. Sven van Straaten

    A great story and fantastic to see a video made to protect the heritage of Lino Messori and his fabulous bicycle frames!
    Any person that has the passion for these fine artisan vintage bikes would find the story compelling and emotional.
    Regards
    Sven van Straaten
    South Africa


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