F.T. BOLOGNA

F.T. BOLOGNA

F.T. Bologna – Gruppi speciali cicli corsa / Componenti speciali per bicicletta da corsa / San Lazzaro di Savena, BO, Italia / 1976 – 1984


Fonti: Intervista a Paolo Tullini, co-fondatore F.T. Bologna / Camera di Commercio di Bologna


Agonismo: Ritter tentativo del Record dell’ora / Moser Record dell’ora / Gruppo sportivo F.T. Bologna


Invenzioni: mozzi, movimento centrale e pedali con cuscinetti sigillati


Ha collaborato con: Campagnolo, Colnago, De Rosa e i principali marchi italiani.


Nel gennaio del 1976 Paolo Tullini e Antonio Frascari, fondarono  la F.T.  Bologna. Tra le provincie di Modena e Bologna si era sviluppato uno dei più importanti distretti industriale di motori per auto e motocicli al mondo, aziende come Ducati, MaseratiFerrari e Lamborghini collaboravano crearono un’indotto di decine di piccole e medie imprese che, grazie ad un impareggiabile know how progettuale e tecnico nella lavorazione di parti meccaniche in lega leggera, portarono per la prima volta sul mercato prodotti di primo livello per innovazione, design e qualità anche nella tecnologia della bicicletta da corsa.

34 anni prima, in un agosto del ’42 nacque Paolo Tullini, la famiglia a causa della guerra fu sfollata in una grande casa nelle campagne intorno a Bologna. Il padre di Paolo, appassionato di biciclette – tra i fondatori del “Pedale Bolognese” una delle prime associazioni cicloturistiche italiane – andava ogni giorno al lavoro in banca in città in sella ad una bici da corsa Malaguti, al suo ritorno il piccolo Paolo era sempre lì ad aspettarlo per poter giocare con la pompa della sua bici, aveva sempre poco appetito e questo era l’unico trucco escogitato dai genitori per distrarlo e fargli mangiare qualcosa.

All’inizio degli anni ’70, Paolo era ancora appassionato alle bici e di mestiere era promotore finanziario, ma la sua vera passione era la meccanica. Sono gli anni delle domeniche a piedi e dello sviluppo del movimento cicoloturistico del quale fa parte anche Tullini, fu durante una corsa che Paolo incontrò Antonio Frescari con il quale si instaurò un rapporto di amicizia e scambio di idee su come poter migliorare le parti meccaniche delle bici. Dai progetti ai fatti il passo fu breve, decisero di cominciare dalla cosa più semplice da realizzare avviando la produzione di viteria in Ergal, commissionata all’officina meccanica dello zio di Tullini.

Durante una tappa del giro del 1973 Paolo notò sul bordo della strada Ugo De Rosa impegnato nella messa a punto delle bici della squadra, era un’occasione unica e non se la fece scappare. Da quel giorno tra De Rosa e Tullini nacque un rapporto di reciproca stima professionale e amicizia che dura ancora oggi. L’anno successivo riuscirono nella ingegnerizzazione e produzione di una fondamentale intuizione di Paolo, il primo movimento centrale con asse in titanio incastrato tra due cuscinetti sigillati con sfere più piccole. Oltre ad una maggiore scorrevolezza il progetto offriva una maggiore rigidità all’asse, essendo bloccato infatti non poteva flettersi sotto lo sforzo della pedalata come invece accade quando è semplicemente adagiato sulle sfere. Per la realizzazione dei primi prototipi si affidarono ad una azienda francese specializzata nella produzione di cuscinetti a sfera, mentre le calotte in lega leggera di alluminio e gli assi in titanio furono commissionati a piccole aziende di San Lazzaro di Savena. I primi test effettuati da vari meccanici tra cui Ugo De Rosa (il tutto con grande discrezione per non irritare il produttore più importante dell’epoca) riscontrarono da subito un grande successo,

A metà degli anni ’70 a viteria e movimento centrale affiancarono serie sterzo e mozzi con cuscinetti a sfera, sempre alleggeriti con elementi in titanio ed ergal, creando così un kit di componenti per bici professionali di altissimo livello che diventeranno uno standard in tutto il mondo.
Nel 1976 fondarono la società F.T. Bologna (Frascari/Tullini) così da poter avviare la richiesta di brevetto dei loro progetti. Tempo addietro a San Lazzaro di Savena erano entrati in contatto con l’officina di produzione meccanica OMAS di Luciano Galassi, con il quale stipularono un accordo verbale che prevedeva, una volta conclusa la fase di brevetto, l’apertura di una nuova società per la produzione e vendita di componenti meccanici per biciclette, nel frattempo la F.T avrebbe venduto i propri prodotti alla OMAS per sfruttare la sua rete di distribuzione diffusa nel territorio già dai primi anni ’60.

Dopo pochi mesi Galassi informò Tullini e Frescari che essendo i nuovi prodotti stati regolarmente fatturati alla OMAS il brevetto il brevetto non era più perseguibile (per esigere brevetto il prodotto non deve essere stato prima commercializzato) e di conseguenza la nuova società non più nei suoi interessi. Tullini e Frascari si trovarono così a dover ricominciare tutto da capo, senza nemmeno l’esclusiva delle proprie idee. Nonostante le difficoltà i due soci comunque non demorsero e negli anni successivi realizzarono anche i pedali con asse in titanio.

La F.T. Bologna fu la prima azienda al mondo ad introdurre movimento centrale, mozzi e pedali con movimento a cuscinetti sigillati, usati dai più importanti marchi dell’epoca per le bici di alta gamma o reparto corse, campioni come Ritter  e Moser scelsero componenti FT per il tentativo di record dell’ora.  L’azienda collaborò a lungo con marchi importanti come Ernesto Colnago, Ugo De Rosa, Campagnolo e Tommasini, molte le aziende dell’epoca che ne imitarono le innovazioni, anche se nella maggior parte dei casi senza eguagliarne la qualità, ad esempio il movimento centrale Campagnolo Super Record con asse in titanio essendo a sfere libere (più grandi) si danneggiava più facilmente ed era più flessibile di quello prodotto dalla F.T.

Paolo Tullini si ritirò dall’azienda alla fine degli anni ’70 e per oltre vent’anni non volle più avvicinarsi ad una bicicletta, fino al giorno che cominciò a cimentarsi nel restauro di vecchie bici R, da allora ha scritto e pubblicato due manuali sulle bici Bianchi, Tour de France e Specialissima Parigi Roubaix, oltre ai due volumi illustrati – con Paolo Amadori – “Le bici di Coppi” e “I sarti italiani della bicicletta”.

L’azienda chiuse definitivamente nel 1984.

Paolo Tullini, co-fondatore della F.T. Bologna / Foto Frameteller

Pedali, mozzi, movimento centrale in titanio e cuscinetti a sfera, serie sterzo e vitera in Ergal, F.T. Bologna / Foto Frameteller

FOTO OMEGA/PENAZZO 1984 CITTA DEL MESSICO FRANCESCO MOSER IN AZIONE NEL RECORD DELL_ORA DI CILISMO - FOTO OMEGA/PENAZZO 1984 CITTA DEL MESSICO FRANCESCO MOSER IN AZIONE NEL RECORD DELL'ORA DI CILISMOFrancesco Moser in azione per il record dell’ora del 1984 a Città del Messico.
Sulla bici monta mozzi e movimento centrale in titanio F.T. Bologna / Foto Omega/Penazzo.

Screen Shot 2016-04-11 at 12.19.40

pedali Andrey SakharovPedali F.T. con perno in titanio e cuscinetti sigillati.

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ft-bottom-bracket3 ft-bottom-bracket Movimento centrale F.T. con perno in titanio e cuscinetti sigillati / Foto Battibecco

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mozzi in titanio2Mozzi F.T. con perno in titanio e cuscinetti sigillati.

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serie sterzo-ftSerie sterzo F.T. modello “Extra Rolling” in lega leggera.

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ss pantografateSerie sterzo F.T. modello “Extra Rolling” pantografati per Ernesto Colnago.

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Ci sono 2 commenti

  1. Christina Feyerke

    Dear Frametellers,

    Greetings to Italy.

    How can I send you a photo or two to help identify the frame of the bike I recently acquired?
    There’s nothing on the frame except for an embossment showing some sort of clover plus the number 5606

    No Colnago, I already asked them…:-)

    Grazie mille.
    Christina


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